Prugne, ciliegie, pere e meloni

16 Lug

No, non avete sbagliato blog. E no, non sono ancora arrivata alla frutta. Quello di cui vorrei parlare oggi in realtà sta molto più a cuore a tutte le donne… O meglio: SUL cuore.

Non ci siete ancora arrivati? Bene, diciamo che ha decisamente a che vedere con la prova costume… O almeno, con il pezzo di sopra!

 Ebbene sì, stiamo parlando di loro, “Le Gemelle”. Coloro che pur contraddistinguendo ogni corpo femminile, sono tanto diverse tra loro da far dubitare talvolta che apparteniamo alla stessa specie. Alte, basse, grosse, piccine, rinsecchite, invisibili, a punta, bombate, a pera, sode, mollicce, e chi più ne ha più ne metta. C’è chi ne fa un punto di forza e chi si vergogna a morte e tenta in tutti i modi di mascherarle. Chi graziata dalla natura sfida la forza di gravità e chi gira più impalcata di un monumento in restauro. Chi è tutta naturale e traballante e chi è orgogliosamente  e artificialmente “potenziata”. Chi le vorrebbe più grosse e chi le vorrebbe più piccine, com’é natura femminile sempre ovviamente al contrario di come si è equipaggiate. Insomma, davvero un Universo a sé!

E allora davvero non riesco a spiegarmi perché diamine ogni anno arrivati in questo periodo dell’anno si ripresenta immancabile uno dei miei incubi ricorrenti. L’acquisto di un benedetto costume.
Premessa. Mio malgrado faccio parte – insieme a buona parte della popolazione femminile mondiale – di quella bislacca fazione di creature che non hanno ricevuto la Grazia di mettere d’accordo la taglia delle rotondità superiori con quelle inferiori. Per nostra inconfessata colpa e con grande raccapriccio degli addetti alle vendite, le nostre cicce (o magrezze) non sono armoniosamente distribuite secondo i dettami delle taglie – che prevedono rigorosamente che  una quarta vada con una quarta e una seconda con una seconda. E invece no, mosse da un sadico desiderio di incasinare impunemente tutte le scorte di magazzino, le nostre forme si rifiutano categoricamente di rientrare nei criteri standardizzati. Per non parlare poi di quella fetta di irrecuperabili sovversive (di cui fa orgogliosamente parte la sottoscritta) che si permettono di mettere in contraddizione pure le Coppe con la Circonferenza Toracica. ORRORE.

Non vorrei sembrare cinica, ma da quand’ero ragazzina sono stata messa alle corde così tante volte che mi viene ancora l’orticaria al pensiero di andare a comprarmi un bikini. E ci sono ancora famosi negozi e specializzati in beachwear e underwear a prezzi abbordabili che evito come la peste. Ho visto commesse scuotere la testa sconcertate, mi sono sentita respingere come un fenomeno da baraccone, mi sono vista proporre come unica soluzione “al mio caso” delle imbracature così strutturate che ci si poteva fare alpinismo (ma non certo prenderci il sole). E tutto questo per l’abominio di una prosperosa 4° di reggiseno sopra una taglia 42 (oggi la taglia è aumentata, ma in proporzione). Mi chiedo ancora perché non ho mai pensato di partecipare al Guinness World Record…

Intimissimi, Calzedonia, Arimo, Yamamay, Goldenpoint, Lovable, Tezenis: oggi le catene dedicate fioriscono come funghi e seducono con le loro vetrine farcite di colorati completini e vivaci tenute da spiaggia.  Ma una volta varcata la soglia, il sogno rischia di infrangersi sempre su quelle odiose grucce accoppiate. Sembrano star lì per metterti alla prova: riuscirà la nostra eroina a trovare un compromesso che non le faccia rischiare lo straripamento a sorpresa o di perdersi le mutande? Cosa sceglierà: coprire a malapena le pudenda o lasciar sguazzare le sue miserie all’interno di troppa stoffa? Devo dire che con gli anni la situazione è migliorata e oggi si trovano anche – finalmente – proposte spezzate e combinabili, sia pur sempre in modelli limitati, che fanno la gioia di taglie e forme diverse. Ma probabilmente se ti innamori del modello di punta che hai visto sull’ultimo catalogo, sai già in partenza di avere poche chance. E allora o ti arrendi e ti compri due costumi uguali di misura diversa, oppure ti trovi un’amica “speculare” (con i tuoi stessi gusti) disposta a condividere la spesa, oppure ti rassegni a tornare ogni anno sul solito spezzato “basic” ripresentato in un nuovo colore (io ormai sono alla settima variante…).

E se proprio questa discriminazione non ti va giù, ti resta sempre la soluzione estrema… Sarà un caso se aumentano le spiagge nudiste? 😉

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Una Risposta to “Prugne, ciliegie, pere e meloni”

  1. Greta Miliani 28 agosto 2012 a 16:43 #

    Hai nominato diversi tipi di frutta, ma ti sei dimenticata una categoria: quella dei ‘noccioli’, di cui sono fedele ambasciatrice eheheh 😉
    A parte questo, puoi rincuorarti: anche mia madre, che ha una modestissima seconda di sopra, ha lo stesso problema tra torace e coppe e fa una fatica immane a trovare un costume che le vada bene.
    Dopo anni passati ad accontentarsi delle varianti tristine dei combinabili e dei pezzi basic, si è lanciata con me nell’avventura degli espositori del mercato, che offrono a prezzi notevolmente inferiori, modelli praticamente identici e, meraviglia, a prova di ogni fisico!

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