Noi diversamente magre

8 Giu

Il numero di giugno di VOGUE è dedicato al “Feeling Good”. Mentre in copertina ci sorride tutta sfumata una Isabella Rossellini ben in carne, nella prima pagina si legge che i direttori delle 19 edizioni internazionali della più patinata delle riviste lanciano “The Healt Initiative“, un patto per promuovere nella moda “un approccio più sano all’immagine del corpo”. Dichiarandosi “consapevoli del fatto che esistono diversi tipi di fisico sano”, si impegnano solennemente ad evitare di lavorare con modelle-bambine (minori di 16 anni), a creare nei backstage condizioni di lavoro salutari (cibo incluso) e soprattutto ad invitare gli stilisti “a riflettere sul fatto che le taglie dei loro campionari, inverosimilmente piccole, limitano la scelta delle modelle… favorendo la selezione di quelle eccessivamente magre”. Segue un’edizione molto attenta alla selezione di scatti e campagne, dove spiccano i volti “morbidi” per eccellenza, dalla voluttuosa Monica Bellucci alla sensuale Jessica Brown Findlay e salta agli occhi l’assenza di costolette sporgenti e ginocchia appuntite.

Iniziativa lodevole, non c’è che dire. Che tradisce però il malcelato imbarazzo dello scintillante mondo della moda verso il vasto universo di Noi Diversamente Magre. C’è poco da fare, non sanno proprio come gestirci. Da una parte gli stilisti si metterebbero le mani nei capelli, perché anche il più sofisticato dei completi rischia di risultare sgraziato addosso ad una taglia 46 (me li immagino che fanno i capricci come bambini, tra strepiti, scenate isteriche e piedi sbattuti, quando il responsabile commerciale di turno cerca di convincerli ad usare una modella sopra la 38). Dall’altra non possono proprio ignorarci – men che mai farci sentire indesiderate – perché di fatto siamo una buona fetta della popolazione e quindi dei loro potenziali clienti. Presi di mezzo tra lo Stile in senso assoluto e le necessità del marketing e del politically correct, grandi brand e fashion magazine si arrabattano infelicemente nella ricerca di un qualche apparente equilibrio.

Ecco quindi ciclicamente comparire campagne e iniziative per assicurare che anche noi siamo le benvenute, che le curve sono belle, che è finita l’era della magrezza estrema, che la moda è a portata di tutti. Ci chiamano Curvy, Morbide, Sane, Formose. Ci fotografano in pose sensuali quanto improbabili, dove la nostra carnosa bellezza viene sapientemente ritorta in modo da nascondere gli infotografabili punti critici. Trippetta tremolante, maniglioni dell’amore, doppi menti e l’indesiderata per eccellenza Sua Signora Cellulite spariscono come per magia grazie all’abilità di stylist navigati e professionisti del Photoshop. Va bene le forme, ma dobbiamo pur mantenere una parvenza di glamour! Mi viene sempre da sorridere immaginando la scena di uno shooting fotografico: “Tesoro sei bellissima… Qualcuno le passa una maxi borsa per nascondere quei rotolini??!” “Cara, ce la faresti mica a lussarti un attimo l’anca per far sembrare lo stacco di coscia un po’ più aerodinamico?”.

Ma hai voglia a pigiare, strizzare e allungare: il fatto è che noi con la moda di oggi c’abbiamo poco a che fare. O meglio: la moda di oggi ha poco a che fare con noi. Possiamo essere curate, ben vestite, equipaggiate di biancheria costrittiva (moderno strumento di tortura), ma alla fine non potremo mai pensare di confrontarci con l’ideale di bellezza della società contemporanea. I difetti ci sono, hai voglia a mascherarli, e fanno parte di noi. Spesso non serve nemmeno un’esistenza a dieta, perché ci si mette anche la costituzione (cosa che ho finalmente realizzato dopo un’adolescenza ipocalorica nell’illusione di trovare dimagrendo le proporzioni perfette di una stangona 1,80). L’unica è farsene una ragione ed essere sufficientemente astute nel cercare di valorizzare i nostri punti di forza. Un bel decoltè, un sedere tondo, anche un bello sguardo. Imparare ad acquistare le cose che ci stanno bene addosso, e non sacrificare le nostre forme per infilarle negli ultimi capi di tendenza (inevitabilmente, con risultati grotteschi). La moda al nostro servizio, mai il contrario. E magari un giorno i grandi nomi si faranno furbi e ci verranno a cercare, capendo che sedurci potrebbe portare grandi vantaggi anche per loro. O magari no, e ce ne faremo una ragione.

E ricordiamoci di volerci bene. Perché in fondo, come dice sempre la mia mamma, siamo tutte tutt’ossa… sotto sotto.

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4 Risposte to “Noi diversamente magre”

  1. spinanelcactus 8 giugno 2012 a 19:42 #

    La scena dello shooting fotografico è stupenda!!! 😉 è proprio vero quello che dici in particolare sulla moda a nostro servizio e mail il contrario! Bel post! Buona serata!

    • Quellicheilfashion 10 giugno 2012 a 19:03 #

      Grazie Spina! la verità è che una bella donna vera – con tutte le sue curve al posto giusto – fa sparire anche il più fashion dei vestiti 🙂

      • spinanelcactus 10 giugno 2012 a 19:15 #

        Verissimo 🙂

  2. daniela Rossato 9 giugno 2012 a 17:14 #

    condivido in pieno!!!! come ben sai io non rientro nemmeno nella categoria delle morbide…io sono oltre! e comunque, rispetto alla moda, diversamente contenta! ciao!

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